Un’app per smettere di chiedere scusa

“Semplici buone maniere”. Eppure è un fatto: le donne si scusano molto più degli uomini. Si scusano, e si sminuiscono. Chiedere il permesso di esprimere un’opinione, ribadire il concetto “non sono esperta in materia ma…”, dire “davvero oggi sono fuori città, possiamo rimandare?” sono tutti artifici linguistici più o meno sottili che mettono un interlocutore in posizione inferiore rispetto all’altro.

Schermata 2016-01-15 alle 14.42.31E come tanti ostacoli che incontriamo come donne nella vita personale e lavorativa, anche questo è un “auto-sgambetto”. Fa parte di quelle sovrastrutture culturali che ci vengono inculcate dall’infanzia: essere gentili, educate, motivare un rifiuto, venire incontro agli altri. Ma – specialmente nell’ambiente di lavoro – questo si rivela controproducente.

Così è nato il plug-in di Gmail “Just not sorry” della Cyrus Innovation, che sottolinea in rosso, come le maestre di una volta, tutte le espressioni o le frasi incriminate, con la coscienza che spesso sono questi atteggiamenti a tenere le donne un passo indietro, facendole sembrare  – invece che semplicemente “educate” – insicure, deboli e poco volenterose.

A me è venuta voglia di rileggere le mie mail passate con lo stesso spirito critico, in attesa che il plug-in sia disponibile anche in italiano