Sessismo da 30 e Lode

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E’ successo qualche settimana fa, ma ci sembra giusto parlarne anche qui.

L’Università La Sapienza di Roma ha organizzato un concorso fra le sue studentesse. Un concorso di bellezza. In una “sala da gioco” (quindi tra slot machine e simili) le studentesse hanno sfilato, lo scorso 6 maggio. Certo, non veniva giudicata “solo” la bellezza. No, al sedere sodo era importante abbinare una buona media sul libretto – o almeno così pare, ma una delle vincitrici se l’è cavata con una media del 21.

Chiara Lalli ne racconta approfonditamente oggi in un suo articolo su Internazionale. I dettagli sono vividi e sinceramente raccapriccianti.

Le ragazze hanno sfilato poco vestite sotto gli occhi di una giuria sconcertante: e i nomi li riportiamo per capire anche chi si sia prestato a questo spettacolo.

Il professore Maurizio Saponara dell’Università La Sapienza di Roma, Adriana Pannitteri giornalista del Tg1, l’attrice e presentatrice Sofia Bruscoli, il giudice della Corte di Assise di Roma Paolo Colella, Livio Leonardi capostruttura e autore Rai Uno, Il professore Antonio Sgadari dell’Università Cattolica Sacro Cuore Policlinico Gemelli di Roma, il marchese Paolo Dentice di Accadia, il conte Manfredi Mattei Filo della Torre, Luigi Fantozzi chirurgo plastico presso il centro “LaCLINIQUE” di Roma EUR, Giovanni Salvini chirurgo al Fatebenefratelli Isola Tiberina, Toni Santagata, il presidente Ernesto Carpintieri ed il consigliere Ugo Mainolfi dell’Aerec , Gabriella Sassone, Francesco Giancaspro, Niki Kiki e Vincenzo Di Michele scrittore. La giuria era presieduta dal Rettore Eugenio Gaudio e presentata da Fabio Tricoli, caporedattore di News Mediaset e Conduttore di Tgcom24

“Ovviamente” le concorrenti hanno ricevuto come omaggio un buono presso il centro estetico/chirurgico sopra nominato.Una notizia che sembrerebbe finta, se non fosse vera. Che sembrerebbe anni ’50, se non fosse successa 3 settimane fa. Che ci dà spazio, oltre allo stupore, sulle prime, a riflettere su alcuni spunti.

-Ragazze, ma perché vi siete prestate a questa iniziativa che definire squallida è poco?

-Uomini e donne della giuria, prima di accettare l’incarico avete pensato al significato? Credevate fosse qualcosa di spiritoso? Moderno?

Queste sono le domande che vorremmo rivolgere ai partecipanti a questa serata. E le riflessioni che vorremmo girare a chi dice che in Italia non c’è bisogno di politiche di genere, contro il sessismo, contro i pregiudizi e gli stereotipi di genere.