Piccoli geni, tutti maschi?

La notizia è di oggi, e sembra una di quelle che fanno ben sperare nel progresso, nelle eccellenze, nella valorizzazione del merito in Italia. 13 adolescenti selezionati dall’Aistap (associazione che si occupa delle formazione di bambini e ragazzi plusdotati, vale a dire con Q.I più alto della media) per partecipare a un summer campo dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. L’iniziativa è splendida, ma quando scorriamo l’elenco dei nomi ci sorge un dubbio: Alessandro, Gilberto, Andrea, Riccardo, Daniele, Antonio, Massimo, Arturo, Marco, Cristiano, Alessandro, Ruggero, Giacomo. Sono tutti maschi. Sicuramente geniali, sicuramente meritevoli.

Gli viene dedicata un’intera pagina sul Corriere di oggi. Senza mai un cenno, una domanda, una questione: perché nessuna ragazza?

Poco tempo fa avevamo parlato di questa ottima inchiesta di Repubblica : la difficoltà per le donne e le ragazze di vincere il gap tecnologico. E non, come si potrebbe insinuare, per una mancanza di interesse, ma di stimoli. Ci sono ambiti considerati molto maschili, il grande discrimine parte già dalla scelta delle materie scientifiche

Ma come ci insegnano le Girl Geek, il vento cambia. E sarebbe auspicabile che chi si occupa di promuovere e sostenere i talenti eccezionali dei nostri ragazzi e ragazze si ponesse il problema di abbattere la parete di cristallo che rende più difficile alle donne affermarsi nelle professioni scientifiche. Microsoft lo fa, con iniziative come la Nuvola Rosa.

Ps: la firma dell’articolo è di Elena Tebano. La direttrice dell’Aisp è una donna, Anna Maria Roncoroni. E’ triste e rappresentativo della nostra realtà che a nessuno sia venuto in mente di porsi il problema.