Non solo welfare: Politiche strutturali per un Paese a misura di donna

In Italia il welfare è donna, nel senso che sono le famiglie e al loro interno, per la maggioranza, le donne a fare da amortizzatori sociali poichè mancano misure adeguate da parte dello Stato; questo comporta una serie di distorsioni e discriminazioni che privano le donne di sviluppare una vita lavorativa e familiare serena e dignitosa. L’ostacolo più serio è costituito dalla difficoltà di conciliare tempi di lavoro e tempi di cura, sia per i figli piccoli sia per i genitori anziani o parenti disabili di ogni età. E’ necessario dunque un piano di politiche strutturali che vadano a risolvere in positivo questa situazione che penalizza fortemente le donne privando la società di un bacino enorme di talenti, sprecati e umiliati.

E’ compito dello Stato rimuovere gli ostacoli che impediscono alla popolazione femminile di ottenere un posto di lavoro basato sul merito, sulle competenze, sulle capacità, senza subire discriminazioni, come previsto nella nostra Costituzione. Gli investimenti in un nuovo Welfare a misura di donna avranno nel lungo periodo un ritorno sostanziale in termini di innalzamento del Pil nazionale (vedi ultimo studio Goldman Sachs) e in termini di accresciuta qualità della vita delle donne, delle famiglie e della società nel suo insieme. E’ importante infatti che si capisca come questo piano di riforme congiunte non vada a beneficio solo delle donne ma anche e soprattutto dell’intero corpo sociale.

Al fine di incentivare e sostenere la partecipazione delle donne alla vita sociale, economica e politica del Paese sono necessarie le seguenti riforme:

  • Estensione e potenziamento dei congedi parentali
  • Istituzione del congedo di paternità esclusivo
  • Innalzamento al 50% e fino al 100%, in relazione alla situazione reddituale, della retribuzione nei periodi di congedo, nonché fruizione, in alternativa, per entrambi i genitori; la fruizione da parte del padre di almeno 4 mesi di congedo ordinario è premiata con l’attribuzione di un periodo di congedo aggiuntivo pari a 3 mesi.

Rifinanziamento del Fondo nazionale per gli asili nido
Assicurare, entro cinque anni la copertura del servizio di asili nido su tutto il territorio nazionale per almeno il 50% dei bambini tra 0 e 3 anni, in attuazione degli obiettivi di copertura territoriale fissati dal Consiglio europeo di Lisbona.

Aumento dell’offerta scolastica del tempo pieno sia per le scuole pubbliche primarie che secondarie
E’ fondamentale tornare ad investire nell’istruzione pubblica ed incrementare del 50% minimo l’offerta di tempo pieno. Questo modello è di primaria importanza per le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano e necessitano di un aiuto per conciliare tempi di cura familiare e di lavoro.

  • 

Sostegno al ricorso al lavoro a tempo parziale e al telelavoro:
    più flessibilità nel lavoro e incentivi per le aziende per l’uso e l’estensione del telelavoro, in particolare nei momenti più delicati per le neo mamme poichè i figli non rimangono neonati x sempre. E’ fondamentale che il lavoro, in tutti i casi in cui ciò è possibile, venga valutato in base alla produttività e non al tempo passato di fronte alla scrivania e tutto questo è ormai possibile grazie all’uso dei PC, di Internet, del telefono, dei tablet..
  • trasformazione, reversibile e su base volontaria, del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto di lavoro a tempo parziale, su richiesta delle lavoratrici madri, anche adottivi o affidatari, con figli fino a dodici anni di età ovvero fino a quindici anni in caso di affidamento o di adozione;
  • possibilità di accedere al part time al 50%, in alternativa al congedo parentale, per un periodo max di 3 anni.
  • Detrazione fiscale delle spese sostenute dalle famiglie per l’assistenza ai bambini e agli anziani
    Potenziamento detrazioni IRPEF per:

    – le spese documentate, per un importo non superiore a 10.000 euro annui, sostenute per i servizi di assistenza e cura di figli a minori, nonché per gli addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, se il reddito complessivo non supera 50.000 euro;
  • le spese documentate sostenute per il pagamento di rette di frequenza degli asili nido, per un importo complessivamente non superiore a 4.000 euro annui per ogni figlio collegando le misura per quanto attiene ai servizi domestici ed ai servizi di assistenza a domicilio alla piena regolarità contrattuale e retribuiva per gli addetti ai servizi (questa misura incentiverà l’emersione del lavoro nero di assistenza domestica purtroppo ancora molto diffuso nel Paese).

Incentivi fiscali a favore delle madri lavoratrici dipendenti e autonome Aumento sostanziale della detrazione delle spese sostenute per il pagamento di rette relative alla frequenza degli asili nido e per i servizi di assistenza familiare e cura di figli minori per le donne titolari di reddito.

Incentivi ai datori di lavoro per l’assunzione di donne che avviano o riprendono l’attività lavorativa dopo periodi dedicati alla cura della famiglia
Incentivazione dell’assunzione di donne di età superiore a 40 anni, che avviano o riprendono l’attività lavorativa dopo periodi dedicati alla cura della famiglia, tramite la fiscalizzazione degli oneri contributivi per 3 anni.

Formazione professionale e sostegno all’imprenditorialità femminili
e

  • Eliminazione di tutte quelle barriere burocratiche che ostacolano di fatto la costituzione di imprese ed in particolare di imprese femminili, allungandone i tempi ed innalzandone i costi
  • Destinazione di quote di Fondi specifiche per la formazione imprenditoriale
  • Priorità alle Regioni in cui l’occupazione femminile è inferiore alla media nazionale (incentivare l’occupazione femminile e l’emersione del lavoro nero femminile al Sud è fondamentale)
  • Destinazione prioritaria alla creazione di nuove imprese femminili, nonché al consolidamento aziendale di piccole e medie imprese femminili
  • Programmi per la formazione continua e per la promozione dell’auto impiego, di piani e progetti aziendali, territoriali, settoriali o individuali finalizzati alla formazione delle lavoratrici autonome, in accordo con le associazioni di categoria.Assistenza di maternità individuale e conciliazione dei tempi nell’accesso ai servizi
    Prevedere, in accordo con le Regioni:
  • servizi mirati al sostegno delle madri in situazioni di disagio economico/sociale che prevedano forme di assistenza di maternità individuale dalla nascita del bambino fino al suo accesso all’asilo nido;
  • incentivazione all’allungamento e alla flessibilizzazione degli orari di apertura degli asili e delle scuole, nonché degli uffici pubblici che erogano i principali servizi ai cittadini.
  • Misure di incentivazione e sostegno della flessibilità oraria e del part-time

Proroga e incremento del credito d’imposta per l’occupazione femminile nelle aree del Mezzogiorno


Proroga del credito di imposta nella misura di 800 euro per ciascuna lavoratrice e per ciascun mese.
Obbligo di valutazione del rispetto della parità di genere in sede di aggiudicazione 
delle gare di appalto
Modificare il D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163, “Codice dei contratti pubblici”, secondo i seguenti principi e criteri direttivi nel senso di:

  • introdurre il criterio e l’obbligo di valutazione del rispetto della parità di genere;
  • prevedere una riserva di punteggio per le imprese in possesso del “Certificato di qualità delle politiche di genere”.

Certificato di qualità delle politiche di genere per le imprese private

Per le imprese private, nell’ambito dei sistemi di accreditamento delle imprese secondo i principi della responsabilità sociale, si prevede l’istituzione di un apposito “Certificato di qualità delle politiche di genere”; la previsione è supportata dalla destinazione del 30 % del “Fondo per la diffusione della cultura e delle politiche di responsabilità sociale delle imprese”.