Merito&Musei, polemiche sterili e passi avanti

Uffizi_HallwayUn polverone impensato si è sollevato dalle sale dei maggiori musei italiani. Non quello di vecchi drappi e antiche statue lasciate nell’abbandono, ma un turbine di polemiche sulle nomine.

20 direttori. 10 donne e 10 uomini. 7 stranieri. 4 “cervelli in fuga” riportati in Italia. 14 storici dell’arte, 4 archeologi, 1 museologo/manager culturale e 1 manager culturale. Solo una nomina interna al Ministero dei beni culturali.

Voci a favore ce ne sono state, ma ci hanno fatto riflettere i venti contrari a queste nomine.

Sulla parità di genere si è parlato di “effetto par condicio sbagliato e grottesco” (Vittorio Sgarbi).  Sulla presenza degli “stranieri” – ma non siamo tutti europei? – di “colonizzazione” (Movimento 5 Stelle).

Ma è dalla Lega Nord che arriva il commento, permettetemi di definirlo così, migliore e più esemplificativo di come si vorrebbe venissero fatte le cose: “Franceschini ci vuole consegnare agli stranieri. Ha dimostrato di essere un nemico dell’italianità dell’arte, mettendo in campo scelte che hanno privilegiato gli stranieri a discapito della competenza e della professionalità degli italiani. Condivido e appoggio le parole di Vittorio Sgarbi. Per le nomine dei musei bisognava seguire altri criteri, non certo quelli che alla fine hanno penalizzato gli italiani”. Quindi non il criterio del concorso, non il criterio del merito. Un altro criterio, quello che avrebbe privilegiato – su che basi? – esperti italiani, magari meno qualificati. Ma italiani, non passi lo straniero!

A noi non resta che augurare buon lavoro a questi 20 e sperare che i criteri di scleta oggettivi, meritocratici e trasparenti abbiano portato a privilegiare eccellenze mondiali per valorizzare al meglio il nostro patrimonio artistico, sofferente e quanto impareggiabile. Le premesse ci sono, ora, come sempre, aspettiamo la prova dei fatti di questo nuovo team.