La violenza della condanna al silenzio

Oggi, 25 novembre, è la giornata, istituita dall’Onu, contro la violenza sulle donne.

Si parla, soprattutto ed è giusto farlo, di violenza fisica, spesso consumata in famiglia, nel silenzio. Di sottomissione psSilence-001icologica che relega la donna a oggetto, che le impone come comportarsi, vestirsi, pensare. Di stalking e “femminicidio”, di quei “delitti passionali” che nella civilissima Italia mietono vittime di continuo: se non puoi essere mia non sarai di nessun altro.

Ci sono Paesi al mondo dove i diritti più elementari (alla salute, all’istruzione) vengono negati alle donne, dove nascere femmina è una condanna a un destino di povertà e sudditanza.

Ci sono Paesi dove sulla carta non esiste alcuna discriminazione. Paesi come l’Italia, dove si è lottato per leggi che portino la parità negli incarichi pubblici, per pene più severe per i reati di stalking e minacce. Dove però esistono ancora forme di discriminazione non violente (lo dice anche il Global Gender Gap Report). Basta guardare i grafici: uguali alla nascita, uguali per istruzione, uguali per sanità e aspettativa di vita. Ma nei posti chiave di economia e politica incredibilmente sottorappresentate.

Una violenza “piccola”, “minore” se vogliamo. Non dirompente come altre. Eppure resta una condanna. Una condanna al silenzio, al non essere viste, valutate, rappresentate, riconosicute. Gli esempi sono infiniti, e PariMerito tra questi si concentra sull’assoluta dis-parità di genere che vediamo nell’organizzazione di convegni e seminari. Stiamo raccogliendo qui le segnalazioni, in modo ironico ma non perché il tema non sia importante. L’ultimo caso in ordine di apparizione è quello dell’incontro del 28 novembre dell’Abi. 1 sola donna su 28 speaker, quando per i ruoli indicati per ogni uomo si trova in Italia almeno una donna di pari carica e capacità.

Questa è la nostra lotta contro la violenza, anche. Una violenza silenziosa che delegittima le competenze femminili, che per un lavoro, un incarico, una relazione, tenderà sempre a far scegliere un uomo