Donne che sanno conquistare il loro spazio per #lasalvezzadelmondo

Sabato 7 maggio a Milano si è tenuta la presentazione del libro La salvezza del mondo di PaolaDiana, che ha fortemente voluto come ospite d’onore Simonetta Di Pippo, astrofisica e Direttore dell’UNOOSA, l’organismo responsabile per i programmi dell’ONU di promozione della cooperazione internazionale nel settore spaziale.

La presentazione di "La salvezza del mondo" a MilanoOra so anche perché. Ho avuto infatti l’onore di ascoltare con attenzione la testimonianza di questa donna professionalmente lontana anni luce, tanto per restare in tema, dalle nostre vite comuni, ma il suo messaggio come donna e madre è universale e vicino ad ognuna di noi. Sappiamo bene quanto il nodo cruciale di una donna nella società in cui vive sia il suo rapportarsi al mondo del lavoro, soprattutto una volta che diventa madre. La Di Pippo nell’affrontare questa domanda è partita da un suo ricordo privato molto importante, quando era piccola suo padre l’ha cresciuta con un monito persistente, “ricordati di essere autonoma e indipendente economicamente”.

Questo è un punto fondamentale, insegnare alle nostre figlie che delegare non dico il benessere, ma addirittura la sopravvivenza al lavoro di un compagno, di un marito, equivale ad un patto disottomissione in primis e ad una sentenza di difficoltà nel caso in cui avvenga una separazione, un divorzio, senza pensare poi a dolorose cause di forza maggiore.

Un altro messaggio fondamentale è quello di cercare il proprio spazio, quello di fare un lavoro che si ama, di avere una soddisfazione intrinseca da ciò che si fa. Magari non tutte abbiamo la fortuna di fare il lavoro che desidereremmo, ma il concetto è di avere una vita propria che ci procuri gioia, certo se anche il lavoro facesse parte di questo circolo virtuoso sarebbe meraviglioso. L’importante è non delegare ad altri la capacità di farci stare bene, perché i nostri stessi figli, un giorno faranno la loro vita e non dobbiamo rischiare di ritrovarci sole e scontente.

La domanda che ci poniamo è solitamente “ma se lavoro troppo, tolgo ai miei figli attenzione e tempo, sarà negativo? come posso pensare di dedicarmi al lavoro senza nulla togliere ai miei figli?”. Ed ecco la risposta della Di Pippo: “La carriera e la vita privata sono riuscite ad essere in armonia fra loro perché ho cercato la mia serenità, ognuna cerchi e persegua la propria”. Quale miglior esempio, quale tempo migliore da dedicare ad un figlio, se non quello di una donna appagata dal suo posto nel mondo!

E poi come ci insegna chi guarda spesso dall’alto, dal molto in alto, spesso ci perdiamo in falsi problemi. Impariamo a guardare alla nostra realtà come se fossimo nello Spazio; non ci sono confini, tutto si ridimensiona, tutto assume un’importanza diversa e relativa.

Ma non è stato tutto facile. Anche per lei. Carattere forte, mente brillante, si è sentita rispondere “Tu diventerai sposa e madre e questa borsa di studio andrà sprecata” e con questa frase questa donna appassionata e studiosa si è vista rifiutare una borsa di studio. E già, in effetti era fidanzata, in effetti dopo poco si è sposata, e in effetti ha avuto addirittura anche un figlio, e ha accettato un lavoro di pregio e stabile vicino a casa. Malgrado questo ha dimostrato che quando c’è la passione e la voglia di crescere non bisogna accettare limiti né da se stessi figuriamoci quelli messi da altri, le è stata offerta una posizione più importante e meno “sicura”, ha accettato, ha fatto il salto, ha seguito la passione di Simonetta, senza per questo venir meno in nulla al suo essere donna, ed è iniziata la sua sfolgorante carriera. Una carriera in cui ancora si è imbattuta in stereotipi che faticano a crollare, la donna capo deve mantenere quel clichè relativo al femminile, se, come serve, in momenti topici, di crisi, prende decisioni con autorità e piglio, allora si scambia quella caratteristica – che in un uomo è lodata – per aggressività. Una donna autorevole ancora è da introiettare nell’immaginario.

È un cammino lungo, ma Simonetta ci ha dato anche una lezione di astronomia e sappiamo che a volte serve una quantità di tempo difficile addirittura da spiegare, ma quello che ora a molti sembrava immanente e fisso, cambierà. Perché tutto cambia, tutto si trasforma. E noi speriamo che si cambi verso un mondo dove non si vedano più distinzioni di confini, di razze, di religioni, di sesso. Siamo umani, siamo così piccoli e magari non siamo nemmeno soli nell’universo!

Ma un fatto su tutti ci ha rassicurato sulla bontà delle parole della Di Pippo: ad un certo punto è arrivato suo figlio, e noi l’abbiamo studiato da testa a piedi, perché – ci siamo chieste – come può essere il figlio di una donna che ha fatto queste scelte, questa vita, questa carriera? Ebbene, è un ragazzo felice e sorridente, brillante, indipendente.

Quale miglior biglietto da visita per la credibilità del messaggio?

La salvezza del mondo passa attraverso le donne come lei.

Che siano di esempio.

Tiziana Guerrucci