Come ci vogliono, come ci vedono

00456201509211203Due fatti sono accaduti in questi giorni. Che sembrano lontani ma hanno tanto in comune. Una visione diffusa

Il concorso di Miss Italia, che si spera sempre estinto e che invece ogni anno vede sfilare come bestie da esposizione decine di ragazze desiderose di vincere il premio “alla più bella”. E che quest’anno ha suscitato clamori e polemiche non per il ruolo di donna che propone, ma per una frase – infelice, molto infelice, diremmo ottusa – della vincitrice. Che ha dimostrato ancora una volta che è meglio così, che le belle facciano le belle senza aprire bocca.

La discussione sulla riforma delle pensioni. Che di nuovo vede proposto il ritiro anticipato per le donne “che così possono godersi i nipoti” e, come già aveva detto il premier , “far risparmiare 600 euro di babysitter al mese” ai propri figli muniti di prole. Una frase che all’interno contiene così tanti errori da risultare grottesca. Sottintende che la missione ultima della donna sia quella dell’accudimento. Primo. Come se il lavoro fosse una necessità – non una carriera, una scelta, una passione. Secondo. Una parentesi da interrompere in anticipo non per dedicarsi a hobby, attività alternative, riposo. Terzo. No, è giusto che le nonne lascino il lavoro prima per fare le babysitter non pagate, sopperendo a una mancanza dallo stato, a un buco nel welfare. Quarto.

E mentre i primi 3 punti fanno rabbrividire come testimoni di una mentalità antica e chiusa, incancrenita su una visione preistorica dei ruoli in famiglia – che bene, benissimo si collega alla finta emancipazione tramite l’aspetto fisico delle Miss – è il quarto che maggiormente sta a cuore a noi di PariMerito.

Perché la vie di uscita ci sarebbero. Guardate ad esempio la nostra proposta di un Bonus Care  per le donne che lavorano. Una detrazione dei costi del personale di cura e aiuto domestico. Per le mamme giovani, ma anche per le donne che lasciano il lavoro per accudire un genitore anziano – quando i costi di una badante sono proibitivi. Per tutte quelle donne che vivono il lavoro come un’opportunità, da giocare ad armi pari con la controparte maschile. E non come un’interferenza nella loro carriera di mogli, madri e figlie