01/05/2010 9.00.00Buone notizie
In America, la Corte Federale di San Francisco ha dato ragione a Betty Dukes, l’ex dipendente dei grandi magazzini Wal-Mart, che ha fatto causa a questo gigante della distribuzione accusandolo di discriminazione. Betty è una donna afro - americana di 54 anni che ha fatto la commessa per 6 anni in un supermercato Wal-Mart in California. Dopo aver lavorato con dedizione ed aver ottenuto ottimi giudizi dai suoi capi, Betty si candida per poter seguire un corso di formazione che le consenta di fare carriera ed avanzare di grado, potendo così ottenere un contratto di lavoro fisso ed una copertura sanitaria. Niente di strano, dunque, Betty chiedeva solo di poter essere messa nella condizione di fare carriera seguendo l’iter normale, poiché aveva tutte le carte in regola per farcela. Il caso strano è che la sua domanda è stata respinta con scuse pretestuose. Il caso spiacevole è che alla Wal-Mart il 77% dei manager è di sesso maschile. Le donne costituiscono invece il 65% delle commesse, lavoratrici mal pagate e con poche garanzie.
Per fortuna Betty si è ribellata: ha fatto causa alla Wal-Mart per discriminazione di genere. Per fortuna si è unito a lei un milione e mezzo di donne, tutte impiegate discriminate. Ne è nata un’imponente class action che, se vincerà anche in sede di Corte Suprema, diventerà la più importante nella storia americana dei diritti civili.
L’unione fa la forza, si sa, ed è proprio grazie al sostegno che Betty ha avuto, da parte di tantissime associazioni femminili, sindacaliste e politiche americane, se è riuscita ad ottenere la sua prima vittoria il 26 Aprile 2010, dopo 10 anni di procedimento giudiziale.
Betty non si è lasciata intimidire dal potere, non ha piegato la testa di fronte alla prepotenza ed ai soprusi, non ha accettato di essere discriminata, solo perché donna. Betty ha avuto coraggio ed è anche grazie a lei e alla sua determinazione, se in futuro tutte le donne americane e di altri paesi non subiranno più le stesse discriminazioni.